Sul taccuino

Le pietre della memoria

Un sanpietrino di ottone tra quelli di porfido, i nomi incisi nel metallo e incastonati nel selciato di Roma e in oltre mille paesini di Francia, Germania, Austria, Ungheria, Belgio e Olanda, Repubblica Ceca, Polonia, Russia, Slovenia, Norvegia, Ucraina, Svizzera e Lussemburgo.

Sono le Stolpersteine, le pietre della memoria, l’opera d’arte dell’artista tedesco Gunter Demnig che, dal 1993, rende omaggio agli ebrei, agli zingari, ai perseguitati politici, agli omosessuali, a tutti i deportati. Ai troppi, che il nazionalsocialismo e i campi di concentramento risucchiarono in quegli anni bui del novecento.

“Una persona viene dimenticata solo se il suo nome viene dimenticato”.

Don Pietro Pappagallo

Così, Deming ha restituito a ogni vittima un nome, una data e un luogo di nascita. E poi vi ha aggiunto un’altra data e un altro luogo. Quello della morte: Auschwitz, Buchenwald, Mauthausen. [Leggi tutto l’articolo a questo link,  www.corriere.it]

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