Sul taccuino

“Noi che abbiamo fermato i Black Bloc”

(Pubblicato il 19/10/2013 su Comunicareilsociale.com _ Corriere.it )   ROMA – Ci sono stati gli scontri, c’è stata tensione. Ma c’è stato anche chi ha detto no. Sono le 19.00 quando a Porta Pia una manciata di manifestanti comincia a lanciare bottiglie contro le forze dell’ordine schierate davanti ai blindati. Uno di loro è rimasto indietro. E’ alto, vestito di nero con un passamontagna di finta lana tagliato all’altezza degli occhi. Fa per correre verso i suoi compagni, per raggiungere la ressa. “Fermatelo! Fermati!” Giulia, una ragazza minuta che tiene per mano il suo fidanzato, non si spaventa e lo afferra per una manica.

Il ragazzo incappucciato si gira, tentenna per un secondo. Gli sembra impossibile che qualcuno che sta manifestando come lui, in quella stessa piazza, lo voglia bloccare. “Così rovini tutto! – urla Giulia – Togliti il cappuccio vigliacco! Fatti vedere in faccia!”. Ma l’esitazione e lo scambio di sguardi durano poco. Il ragazzo corre via e Giulia rimane lì, a parlare tra la rabbia e la delusione: “Sono loro, i violenti, quelli che rovinano ogni volta tutti i nostri sforzi”. Intanto, una voce all’altoparlante grida: “State uniti! Non cediamo alle provocazioni!” [Leggi tutto l’articolo]

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