Sul taccuino

Il gigante dimezzato

La fiancata bianca e perfetta, trecento metri di acciaio e vernice lucida affacciati sul pelo dell’acqua. Eravamo abituati a vederla così, la Costa Concordia, a immaginarla in una sola metà, ancora bella nonostante i 610 giorni nell’immobilità precaria del suo inchino spezzato.

Ai nostri occhi era quella la Concordia. Un gigante dimezzato, il solo fianco sinistro di parapetti odorosi di coppale, delle feste a bordo piscina e di vestiti da cocktail. Galleggiava là, presente e immutabile , quasi rassicurante. La metà nera e buia della nave è rimasta nascosta, mangiata dalle acque per un anno e mezzo.

Ma ora che il relitto è in piedi, la fiancata destra, quella di dritta, come la chiamano i marinai, è tornata alla luce. Opposta e complementare della

costa concordia

gemella, è nera, scura. L’acciaio corroso dalla ruggine, la parte centrale incassata dai pugni della scogliera su cui è piombata, la notte del 13 gennaio 2012.

Il relitto, un bestione da 114mila tonnellate, ora poggia su un fondale artificiale, prende il vento teso del pomeriggio. Sarà portato via, in un porto che ancora non sappiamo. Ma intero finalmente, col Medardo buono e quello cattivo cuciti insieme da una linea sfumata, a dividere nero e bianco. Luce e buio, coraggio e codardia, speranza e paura di una notte sola.

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